Riflessione personale: perchè devo occuparmi della mia professione?

Chi siamo

“Come avere un ambulatorio e non sentirlo …”

Sono passati quasi trent’anni anni da quando, a cavallo tra gli anni 80’ e 90’, decisi di intraprendere questa professione. Erano bei tempi. Voltandomi indietro rivedo tutto l’entusiasmo di un giovane e volenteroso veterinario, desideroso di affrontare con il suo ambulatorio la clinica dei piccoli animali. Rivedo con piacere quell’immagine; oggi posso affermare che senza quell’entusiasmo, difficilmente avrei retto il ventennio. Ma non ho vissuto di solo entusiasmo.

Ho visto infatti crescere la mia professionalità e la mia cultura grazie all’intraprendenza di sapienti ed illuminati Colleghi, grazie all’attività delle Associazioni di categoria e grazie anche al progresso farmacologico e tecnologico. Peccato non aver tenuto fotografie della versione 1.0 del mio ambulatorio. Sarebbe oggi, in versione tecnologica, paragonabile al Commodore 64. Radiografia digitale, risonanza magnetica, esami di laboratorio, alta chirurgia, farmaci di nuova generazione. Parole che sono entrate di routine nei nostri protocolli medici. Devo ammettere che la professione è proprio cambiata. In meglio. Ed è bastato un ventennio.

Sarà colpa della rapidità nei tempidel cambiamento oppure della naturale tendenza a focalizzare l’attenzione solo sugli aspetti medici oppure entrambe le cose. Di fatto ci siamo dimenticati un pezzo per strada. Ci siamo dimenticati che il nostro ruolo, per quanto istituzionale e di alta professionalità, vive, o meglio “sopravvive”, anche di organizzazione e gestione delle risorse. Parole vuote se paragonate alla sensazione nel salvare la vita ad un essere vivente, ma piene di significato nel momento in cui dobbiamo verificare che ci siano le risorse da destinare a quell’essere vivente. Lo spirito di Ippocrate vive in noi, ma l’antibiotico sta in un flacone di vetro e in una siringa. Non vuole essere una volgare battuta; voglio solo ricordare che un flacone di antibiotico e una siringa, per quanto poco possano costare e per quanto fondamentali siano nel trattare molte patologie, restano pur sempre delle risorse e come tale devono essere considerate. Quindi con una loro logica di acquisto, di stoccaggio e di costo. Noi abbiamo studiato per sapere come si utilizzano e quando. Come si gestiscono, lo abbiamo appreso invece in forma puramente empirica, espressione dell’esperienza maturata in questo ventennio. Ma noi sappiamo bene quanto l’esperienza senza basi teoriche sia limitante e a volte pericolosa. Senza cultura c’è solo ripetitività. Nessun contraddittorio. Nessun progresso.

Per questo motivo ho fondato la Cure srl. Per questo motivo ho deciso di dare voce e corpo a tutto ciò che non è clinico, ma che alla clinica porge adeguati servigi. Così come avviene da tempo in molte altre realtà europee ed extra europee, la Curesrl nasce come azienda al servizio della professione veterinaria e solo su di essa si concentra. Da essa trae origine ed ad essa riserva le competenze. Non è facile e non èimmediato distinguere tra le attività mediche e quelle gestionali. Distinguere tra i dati di un test ematico e quelli analitici ed economici di un anno di attività. Distinguere l’operatività clinica e chirurgica, dalla gestione del magazzino o dei collaboratori. Leggere un conto economico dopo aver letto una cartella clinica. Gli studi di economia applicati alla sanità hanno tale scopo. I dati e gli indici calcolati e le relative riflessioni sono di esclusiva proprietà della nostra professione. Così, quando parleremo della medicina veterinaria in Italia, avremo fotografie chiare e definite. Non ci saranno più sovrapposizioni con altri mondi professionali. Non avremo più dati nebulosi e non rappresentativi. Daremo dignità e significato al nostro operato.

Dr. Marco Maggi, DMV MsEmmas